Scuola italiana “Pietro Della Valle”

 
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Progetto Scuola Sicura

Il “sogno” di una scuola sicura

La Scuola Italiana “Pietro della Valle” di Teheran ha da qualche anno intrapreso un percorso serio e strutturale nella direzione di una maggiore qualitá del servizio didattico e di un intervento specifico sulle condizioni di sicurezza ed igiene degli spazi scolastici. Non é superfluo sottolineare come la scuola rappresenti il momento e l’ambiente piú opportuno nel trasmettere sensibilitá, valori e idée che formano l’individuo in un mondo che ci auguriamo piú moderno e sicuro. Le istituzioni scolastiche rappresentano la sede primaria e strategica in quel difficile e complesso processo di sensibilizzazione individuale e collettiva sui temi della sicurezza degli studenti e dei lavoratori all’interno della scuola. Gli adempimenti che dal vertice, come onde circolari si propagano ovunque, fino alla base della struttura, devono essere responsabilmente individuati e seriamente attuati. Essi sono molteplici. Chiaro il riferimento, come una stella che ci guida in un viaggio a volte incerto, alla normativa che definiamo “Decreto legislativo 626/94”, legge esaustiva di tutta una serie di interventi e attuazioni imprescindibili in ogni luogo di lavoro. Oggi, come mai in precedenza, la sicurezza dei lavoratori è fondamentale atto di chiarezza e civiltá, è la misurazione del grado di modernitá e capacitá organizzative in ogni contesto lavorativo. Partendo da questo presupposto, preferiamo immaginare che la sensibilitá e la percezione delle questioni che riguardano la sicurezza e l’igiene a scuola siano innanzitutto momento di discussione tra gli allievi, i bambini, i genitori e, infine, il personale docente e non. Non vi sono imposizioni o regolamenti inconfutabili da gerarchie piú o meno individuate su queste questioni in uno spazio importante e decisivo come la scuola. Dunque, nella nostra realtá scolastica, l’investimento sulla sicurezza deve avvenire nel tessuto, attuato profondamente, cercando di non rendere gli interventi solo formali e burocratici. Certo è che l’attuale normativa e i principi che la caratterizzano, ci danno una grande opportunitá di promuovere, innanzitutto a livello scolastico, una “cultura della sicurezza e della prevenzione”. Non a caso, ho definito questa mia introduzione, in qualitá di Dirigente scolastico, come il “sogno” di una scuola sicura, che non vuole essere una semplice formalitá posta all’inizio di un progetto che contiene la regolamentazione della sicurezza nel nostro istituto, ma l’avvertimento che il raggiungimento della prevenzione dei momenti di pericolo e danno risulta essere spesso processo complesso e difficoltoso. Non è per questo che la nostra azione rimane priva di senso o di attuazione, anzi. Piú è vicina la distanza di imprevedibilitá circa l’accadimento di un fatto alla nostra azione preventiva del danno, meglio abbiamo dimostrato che il nostro “sogno” sia reale e visibile ad occhi aperti. Noi siamo stati in grado di colmare molti vuoti in merito a quanto concettualmente affermato in termini di “distanze”. Non è solo il caso di prevedere un pallone che infrange un vetro causando grave danno ad un bambino che inavvertitamente si trova a passare, ma addirittura la previsione di fenomeni naturali, imprevedibili solo nei tempi, come il terremoto, e cercare di evitarne la tragedia. Casi attuali, dolorosi e tragici, di crolli di strutture adibite a edifici scolastici, hanno formato nella nostra coscienza aberrazione e senso di reazione forte. Dalle statistiche sulla frequenza sismica e sulle attività vulcaniche sia l’Italia, sia l’Iran, possono vantare una tristissima casistica. Per questo motivo, è possibile capire che un terremoto non rappresenta un evento lontano e imprevedibile. La nostra scuola ha dato una risposta forte e reale. La costruzione di strutture in prefabbricato con criteri di antisismicità ed antincendio, ha proiettato la nostra istituzione in una condizione di assoluta sicurezza in Iran. Una capacità frutto del lavoro e dell’impegno di tutte le forze presenti sul territorio. Pertanto, nel segno della continuità in questa lodevole azione di “messa in sicurezza” della nostra scuola, si ringraziano S.E Ambasciatore d’Italia in Iran, Alberto Bradanini, il Presidente del Comitato di Gestione della scuola, Signora Maria Chiara Greggi, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, Signor Jalil Fathololumi, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, Signor Puia Razavieh, il Responsabile del servizio di igiene e controllo, Dottor Khosrow Fouladirad, per aver dato un contributo deciso, serio e professionale alla crescita di una coscienza civile e moderna nel modo di interpretare la sicurezza e l’igiene nella scuola italiana.

Anno scolastico 2008 - 2009

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