Scuola italiana “Pietro Della Valle”

 
 
Quaderno di traduzione

"Quaderno di traduzione
Attilio Bertolucci"

Le poesie che seguono in traduzione sono il risultato del lavoro di alcune capaci e sensibili studentesse di italiano dell'Università Azad Eslami di Tehran che, sotto la guida della professoressa Nadia Moaveni, hanno voluto con grande disponibilità proseguire il lavoro iniziato tre anni fa presso la Scuola Italiana ‘Pietro Della Valle'. Siamo dunque alla terza edizione di una iniziativa denominata ‘Laboratorio di traduzione', nata con lo scopo di far conoscere in Iran autori italiani mai tradotti prima e di fornire a studenti e docenti di italiano un banco di prova per esercitare ed affinare la propria sensibilità linguistica e letteraria.

Tre anni mi sembrano un periodo sufficiente per decretare il successo dell'iniziativa, coronata anche in questa occasione da un appuntamento pubblico, rivolto in particolare alla comunità italo-iraniana, e reso prestigioso dalla presenza di personalità del mondo della cultura – letteratura, arti figurative e spettacolo - e degli affari, oltre che dal supporto attivo dell'Ambasciata e in particolare modo dell'Ambasciatrice, Signora Francesca Toscano Lancillotti, attiva patronessa sin dagli esordi.

Il percorso è iniziato nel 2006 con ‘Alda Merini – Quaderno di traduzioni' che, grazie al finanziamento ottenuto dal Ministero degli Affari Esteri italiano è stato possibile pubblicare presso l'editore Saless. L'anno successivo è stata la volta de ‘Il grottesco quotidiano – Racconti di Achille Campanile', intermezzo giocoso ed ironico di prosa prima del ritorno al filone poetico degli esordi. Quest'anno la scelta è caduta sul poeta Attilio Bertolucci (1911-2000), che è stato anche eccellente traduttore e documentarista e la cui passione per il cinema è stata trasmessa ai figli, il più noto Bernardo, e Giuseppe.

Le diciotto poesie selezionate non sono che un piccolo assaggio delle sette raccolte di poesie pubblicate, ma ne ripercorrono l'arco cronologico, con una scelta che va dal 1929, l'anno della prima raccolta ‘Sirio', al 1997. Il precoce esordio del poeta – ‘Sirio' vene pubblicata quando Bertolucci non aveva ancora diciotto anni – mette già in evidenza i temi che costituiranno in continuum nell'intera produzione: paesaggi e situazioni campestri, una lingua semplice e lineare, la manifestazione decorosa e misurata dei sentimenti. Malgrado l'apparente tono minore della produzione poetica, già con la raccolta successiva ‘Fuochi di novembre' del 1934, Bertolucci ottiene riconoscimento internazionale e l'interesse di altri grandi della letteratura italiana, come Pasolini, Luzi, Sereni. Ma è la raccolta ‘Viaggio d'inverno' del 1971 che rappresenta, pur mantenendo linee di continuità tematica, lo stacco stilistico rispetto alla produzione precedente. La poesia si fa più intensamente drammatica e registra la malattia e la nevrosi con momenti di inquietudine e di dissonanza. Rimane presente il contesto della natura in cui si inseriscono figure umane dalla valenza metaforica: il viandante che percorre il paesaggio autunnale, come momento di passaggio, in attesa dell'inverno che costituisce l'ultima tappa dell'esistenza.

Non rimane che ringraziare sentitamente le nostre brave traduttrici (Marzieh Khani, Niloufar Zekavat, Fatemeh Tahmasebi), augurandoci che anche questa iniziativa sia gradita come le precedenti e che il ciclo del ‘Laboratorio di traduzione' non si concluda ancora!

Londra, febbraio 2008
Edoardo Menegazzo
Lettore MAE

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