Scuola italiana “Pietro Della Valle”

 
 

Test ad "alta comprensibilità"
per allievi stranieri di
Storia e Geografia

Prefazione

La Scuola Italiana di Teheran, “Pietro della Valle”, ha intrapreso da tempo un serio percorso di “rilettura” e “riscrittura” della programmazione delle discipline per gli allievi stranieri. Come già riportato nelle nostre pubblicazioni precedenti, “Bilinguismo e la didattica interculturale (2007)” e “L’Educazione interculturale (2008)”, dopo seri e approfonditi aggiornamenti e un percorso di maturazione basato sulle esperienze accumulate con studenti stranieri, provenienti da ogni regione del mondo, gli insegnanti della scuola di tutti gli ordini hanno preso coscienza di un fattore irrinunciabile e caratterizzante la nostra proposta didattica e formativa: l’interculturalità come “modello specifico” della discontinuità nei confronti della omologazione culturale dei saperi. Questa soluzione, non limita la proposta ministeriale di insegnamento delle discipline, bensì la integra e la arricchisce, mediandola. La sensibilizzazione ad una maggiore competenza nell’interpretare il ruolo dell’insegnante ha prodotto risultati inattesi: “creatività” mediata e flessibile approccio nel trasmettere le informazioni del progetto didattico ministeriale. Questa ipotesi è una prova di maturità necessaria per la sopravvivenza della nostra scuola, nel suo stesso essere e nella qualità del servizio offerto agli allievi. L’interculturalità, allora, nel suo stesso significato, ci rimanda ad un concetto di interiorità, di interiorizzazione, di attraversamento, di osmosi; proprio quello di cui ha bisogno non solo la realtà oggettiva della nostra scuola, ma la società intesa in termini globali, mediati e non conflittuali. Nella stesura dei testi “raccontati” ho cercato di ispirarmi, in senso tecnico, a criteri di semplicità e logicità e, in termini sostanziali, mi sono basato su una sicura “equidistanza” e “freddezza” emotiva nei confronti degli accadimenti storici. Inoltre, ho affrontato la questione della doverosa imparzialità per quanto riguarda ideologie e movimenti di pensiero caratterizzanti gli avvenimenti qui raccontati. Dal punto di vista linguistico, a parte lo sforzo effettuato per la semplificazione dei termini e della struttura delle frasi, ho utilizzato nella narrazione dei fatti, il “presente storico”, almeno fino a quando ho ritenuto necessario facilitare un migliore approccio degli allievi al testo. Inoltre, abbiamo tradotto le terminologie più “complesse” in lingua inglese, in virtù di un rafforzamento ulteriore del nostro bilinguismo e,  consentendo, l’apprendimento immediato nelle due lingue di riferimento del linguaggio storico e geografico. Alla fine di ogni paragrafo, è stato redatto un vocabolario delle terminologie usate all’interno del testo, per consentire una ulteriore e rapida memorizzazione del linguaggio specifico. Forme verbali più complesse, sono state utilizzate alla fine del libro, ritenendo, a questo punto del corso, gli allievi più maturi e preparati linguisticamente. L’armonizzazione del linguaggio alla complessità dei fatti storici raccontati è risultata operazione difficoltosa che presume verifica materiale nell’utilizzo di questo libro all’interno delle classi. Dunque, l’operazione va concepita come un percorso, un qualcosa in divenire, che si arricchisce e si potenzia con l’esperienza e gli strumenti che il tempo ci mette a disposizione. Dal punto di vista sostanziale, ho evitato ogni presa di posizione personale su quelle che possiamo definire “verità storiche”, ho sottoposto i “racconti, alla visione di alcuni insegnanti e allievi, che hanno riscontrato una sostanziale obiettività nel trattare e analizzare gli avvenimenti. I due progetti delle discipline esposte in questo libro, sono stati conseguenzialmente ordinati secondo un criterio di opportunità strategico-didattica e con il serio obiettivo di consentire negli allievi un apprendimento più armonico. Ringrazio, pertanto, la Professoressa Leyla Mo’tamed per la traduzione del linguaggio specifico dall’italiano all’inglese nel testo e per l’elaborazione del vocabolario alla fine di ogni paragrafo, il Professor Marco Ferrentino in qualità di consulente storico, che ha ricercato con onestà intellettuale l’obiettività che si richiede all’interno di una realtà scolastica come la nostra dove convivono allievi di 22 nazionalità, come quella armena, turca, slava, caucasica e mediorientale. Questo primo lavoro ci emoziona e ci proietta verso un progetto complesso tanto esaltante quanto carico di questioni metodologiche e didattiche da risolvere negli anni a venire.

Teheran, anno scolastico 2008 – 2009

Francisco Soriano

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